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	<title>Openews.it</title>
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	<description>Tutto sul mondo dell'informatica</description>
	<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 09:04:26 +0000</pubDate>
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		<title>Grave e profonda falla in Windows 7</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 13:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<category><![CDATA[bug]]></category>

		<category><![CDATA[windows]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è ancora stato rilasciato, eppure c&#8217;è già chi si mette alla ricerca di vulnerabilità nel futuro sistema operativo di casa Microsoft. E&#8217; bastato un codice di 3Kb per mettere in ginocchio Windows 7






I ricercatori Vipin Kumar e Nitin Kuma della NVLabs, in occasione della Hack In The Box Security Conference di Dubai, hanno scoperto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è ancora stato rilasciato, eppure c&#8217;è già chi si mette alla ricerca di vulnerabilità nel futuro sistema operativo di casa Microsoft. E&#8217; bastato un codice di 3Kb per mettere in ginocchio Windows 7</p>
<p><span id="more-237"></span></p>
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<p>I ricercatori Vipin Kumar e Nitin Kuma della NVLabs, in occasione della Hack In The Box Security Conference di Dubai, hanno scoperto una grave falla nel sistema operativo a cui Microsoft sta ancora lavorando. Hanno presentato anche, come dimostrazione, un software di nome Vbootkit, che con soli 3kb è in grado di impossessarsi dell&#8217;intero sistema, con massimi privilegi.</p>
<p>A detta dei ricercatori il problema non dipenderebbe da un semplice bug, ma dall&#8217;intera struttura della fase di boot. Un problema quindi radicato, risolvibile soltanto ridisegnando l&#8217;intera fase di boot.</p>
<p>Come dicevamo, questo piccolo script è in grado di prendere possesso dell&#8217;intero sistema, pieno controllo su ogni attività ed ogni file presente nel sistema attaccato. Non solo: agendo sulle password dell&#8217;amministratore è possibile agire in piena libertà celando al contempo il passaggio sul sistema ripristinando semplicemente le password precedenti.</p>
<p>Nonostante la pericolosità della vulnerabilità, l&#8217;attacco risulta di difficile attuazione. Infatti non è possibile eseguire l&#8217;attacco da remoto, ma richiede un accesso fisico al sistema. Inoltre al primo riavvio del sistema l&#8217;attacco precedente viene vanificato. Questi due limitazioni sono dovute al fatto che il codice non viene salvato sull&#8217;hd, ma viene allocato direttamente nella memoria del sistema. Nonostante ciò, gli esperti di sicurezza sanno che è possibile sfruttare l&#8217;anello debole della sicurezza, gli utenti poco accorti, per poter eseguire del codice sulla macchina senza averne accesso fisico. Quindi la vulnerabilità rimane molto seria.</p>
    <p></p>
    <hr noshade style="margin:0;height:1px" />
    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2009. |
      <a href="http://www.openews.it/?p=237">Permalink</a> |
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		<title>Microsoft rischia una nuova multa dall&#8217;UE</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=234</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=234#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 23:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>

		<category><![CDATA[Multa]]></category>

		<category><![CDATA[UE]]></category>

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		<description><![CDATA[Microsoft rischia una nuova sanzione da parte dell’Unione Europea. Il colosso internet è stato accusato di monopolio e irregolarità nel mercato dei browser web, a causa della vendita di Internet Explorer incorporato nel pacchetto Windows.

Firefox di Mozilla, Chrome di Google e Opera, i principali concorrenti, hanno portato la battaglia del web alla Corte europea, pronta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Microsoft rischia una nuova sanzione da parte dell’Unione Europea. Il colosso internet è stato accusato di monopolio e irregolarità nel mercato dei browser web, a causa della vendita di Internet Explorer incorporato nel pacchetto Windows.</p>
<p><span id="more-234"></span></p>
<p>Firefox di Mozilla, Chrome di Google e Opera, i principali concorrenti, hanno portato la battaglia del web alla Corte europea, pronta a a decidere una nuova maxi-multa se entro il 28 aprile la compagnia di Redmond non risponderà in maniera convincente alle accuse di monopolio nel campo dei sistemi di navigazione.</p>
<p>Opera, la casa che ha cominciato l’aspra battaglia nel settore, lamenta di aver guadagnato a fatica l’1% del mercato, accusando Microsoft di non lasciare spazio ad altri operatori. Secondo l’accusa, la vendita di Explorer nel sistema operativo Windows ha avuto per effetto quello di dotare il 90% dei pc nel mondo con il browser del marchio fondato da Bill Gates.</p>
    <p></p>
    <hr noshade style="margin:0;height:1px" />
    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2009. |
      <a href="http://www.openews.it/?p=234">Permalink</a> |
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		<item>
		<title>Ubuntu, insicuro di default</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=219</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=219#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 21:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[OSS]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<category><![CDATA[linux]]></category>

		<category><![CDATA[server]]></category>

		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni Ubuntu si è fatta strada fra molte altre distro, per essere la la più semplice e veloce da installare, e facile da utilizzare. Infatti può essere utilizzata anche da chi non ha mai avuto esperienze con Linux prima d&#8217;ora, e permette di avere un sistema operativo completo e funzionante in breve tempo.
Ecco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.openews.it/images/ubuntu-sicurezza-small.jpg" alt="" />Negli ultimi anni Ubuntu si è fatta strada fra molte altre distro, per essere la la più semplice e veloce da installare, e facile da utilizzare. Infatti può essere utilizzata anche da chi non ha mai avuto esperienze con Linux prima d&#8217;ora, e permette di avere un sistema operativo completo e funzionante in breve tempo.<br />
Ecco i punti principali del suo meritato successo, ma a volte, concentrandosi troppo sulla facilità d&#8217;uso, si tende a trascurare aspetti riguardanti la sicurezza del sistema.</p>
<p><span id="more-219"></span></p>
<p>Questa è un po&#8217; la filosofia di molte distro, concentrandosi più sull&#8217;usabilità, puntando a ridurre i tempi di boot, a pensare ad una interfaccia grafica un po&#8217; più accattivante, aggiungendo tool che semplificano la vita agli utenti alle prime armi, e puntando sull&#8217;usabilità in generale. Ma spesso ci si dimentica della sicurezza, soprattutto in distro pensate per un utilizzo Server. In questo articolo infatti voglio mettere in evidenza alcuni dei principali problemi di sicurezza che caratterizzano Ubuntu, prendendo in esame la versione 8.10 Server. Vulnerabilità presenti nel sistema installato di default, ma che si possono comunque risolvere in un secondo momento.<br />
Premetto che non è mio intento criticare tale distribuzione, scatenare flames o guerre d&#8217;opinione. Voglio solo mettere in risalto alcuni aspetti che magari alcuni utenti non conoscono, ed aiutarli nel migliorare la sicurezza della propria distro.</p>
<p>Cominciamo ora ad analizzarne gli aspetti. Iniziamo con la creazione del proprio utente, e conseguentemente della directory Home. Ci si presenta tale schermata:</p>
<p><center><img src="http://linuxmag.s3.amazonaws.com/i/articles/7297/Figure1.png"  /></center></p>
<p>Come si legge in fase di installazione, “The contents of your home directory will normally be visible to all users on the system”. Quindi qualsiasi altro utente può leggere ed eseguire tutti i file contenuti nella mia directory Home, che spesso contiene documenti privati.</p>
<p> Lo si può verificare:</p>
<blockquote><p>drwxr-xr-x 56 matteo matteo 4096 2009-04-23 21:10 matteo</p></blockquote>
<p>Inoltre, qualsiasi utente creato usando il comando <em>useradd</em> avrà gli stessi permessi, essendo impostata la variabile <em>DIR_MODE=0755</em> nel file /etc/adduser.conf</p>
<p>Una decisione utile a facilitare la condivisione di materiale tra più utenti, ma assai pericoloso in una versione Server, decisamente multiutente.</p>
<p>Continuiamo ora durante la fase di selezione software, in cui vengono marcati per l&#8217;installazione i seguenti componenti: DNS Server, LAMP server, mail server, OpenSSH server e un Virtual Machine host. Procedendo, il sistema chiede di modificare la password di root per mysql. Una buona prassi, se non per il fatto che l&#8217;installer permette di lasciare vuoto tale campo, non forzando l&#8217;utente ad inserire una password. Conseguentemente non opera neanche alcun filtro di lunghezza minima sulla password, o di qualche regola particolare per imporre una password forte e robusta, a difesa dell&#8217;account root di mysql.<br />
Altro punto debole di sicurezza, la cui colpa ricade sull&#8217;amministratore, ma un sistema server dovrebbe effettuare alcuni controlli per garantire la massima sicurezza.<br />
<center><br />
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<p>La via più semplice per un hacker per entrare nel sistema, è sfruttare i vari servizi caricati, che tengono porte aperte e di cui poi ci si dimentica. Ubuntu permette all&#8217;amministratore di selezionare quale software desidera installare ed utilizzare. Nonostante ciò, una analisi minimale di netstat mostra alcuni servizi avviati dal sistema, che probabilmente non serviranno all&#8217;amministratore:</p>
<blockquote><p>root@sparky:~# netstat -l<br />
Active Internet connections (only servers)<br />
Proto Recv-Q Send-Q Local Address Foreign Address State<br />
tcp 0 0 *:pop3 *:* LISTEN<br />
tcp 0 0 *:imap2 *:* LISTEN<br />
udp 0 0 *:bootps *:*<br />
udp 0 0 *:bootpc *:*
</p></blockquote>
<p>I primi due servizi sono proprio Post Office Protocol 3 (pop3) e  Message Access Protocol 2 (imap2), nonostante Ubuntu abbia installato la versione più sicura di questi protocolli. Entrambi questi protocolli erano necessari in passato per poter garantire l&#8217;interoperabilità con vecchi programmi email. Ma attualmente tutti i principali client email supportano le versioni più sicure e recenti. (il principale problema di queste vecchie versioni è l&#8217;utilizzo di password in chiaro).<br />
I servizi bootps e bootpc invece servono per fornire l&#8217;indirizzamento dinamico tramite BOOTP e DHCP, però vengono attivati di default anche se si utilizza un indirizzamento statico.</p>
<p>Esistono quindi dei servizi attivati di default senza averli richiesti, e senza che fossero necessari, potenzialmente sfruttabili da malintenzionati.</p>
<p>Il modo migliore per garantire la sicurezza nella gestione dell&#8217;accesso remoto, è quello di limitare gli accessi remoti via shell soltanto agli account che ne hanno reale bisogno.<br />
Diamo un&#8217;occhiata al file di gestione degli account:</p>
<blockquote><p>daemon:x:1:1:daemon:/usr/sbin:/bin/sh<br />
bin:x:2:2:bin:/bin:/bin/sh<br />
sys:x:3:3:sys:/dev:/bin/sh<br />
games:x:5:60:games:/usr/games:/bin/sh<br />
man:x:6:12:man:/var/cache/man:/bin/sh<br />
lp:x:7:7:lp:/var/spool/lpd:/bin/sh<br />
mail:x:8:8:mail:/var/mail:/bin/sh<br />
news:x:9:9:news:/var/spool/news:/bin/sh<br />
uucp:x:10:10:uucp:/var/spool/uucp:/bin/sh<br />
proxy:x:13:13:proxy:/bin:/bin/sh<br />
www-data:x:33:33:www-data:/var/www:/bin/sh<br />
backup:x:34:34:backup:/var/backups:/bin/sh<br />
list:x:38:38:Mailing List Manager:/var/list:/bin/sh<br />
irc:x:39:39:ircd:/var/run/ircd:/bin/sh<br />
gnats:x:41:41:Gnats Bug-Reporting System (admin):/var/lib/gnats:/bin/sh<br />
nobody:x:65534:65534:nobody:/nonexistent:/bin/sh<br />
libuuid:x:100:101::/var/lib/libuuid:/bin/sh<br />
sshd:x:107:65534::/var/run/sshd:/usr/sbin/nologin
</p></blockquote>
<p>Ad eccezione di sshd, tutti gli account di sistema sono forniti di una sessione di shell interattiva. Così quando qualcuno di questi account viene compromesso, per esempio tramite un buffer overload di qualche processo, l&#8217;attaccante ha accesso al login via shell. La cosa migliore da fare sarebbe quella di impostare a questi account l&#8217;opzione <em>nologin</em>.<br />
Un altra considerazione potrebbe anche essere fatta su account attivi di default anche se non richiesti esplicitamente, e non utilizzati. Tale account potrebbero benissimo essere disattivati.</p>
<p><center><br />
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</script><br />
</center></p>
<p>Per concludere, gli sforzi di Ubuntu per semplificare al massimo l&#8217;installer sono da apprezzare, e per rendere semplice l&#8217;utilizzo dell&#8217;intero sistema, ma invece di concentrarsi un po&#8217; troppo sulle prestazioni in fase di boot, a mio modesto parere potrebbe cercare di concentrarsi leggermente di più anche sulla sicurezza della distribuzione, a maggior ragione visto che i test sono stati effettuati sulla versione Server.<br />
Spesso gli utenti finali sottovalutano quest&#8217;aspetto pensando in modo a volte un po&#8217; superficiale &#8220;si tratta di Linux, quindi è per forza sicuro&#8221;.<br />
Ad ogni modo, sono tutti difetti che possono essere risolti in fase di post-installazione, prima di rendere il server accessibile al web.</p>
<p>E la vostra distro? Presenta gli stessi problemi? Condividete le vostre esperienze, anche con distribuzioni diverse!</p>
    <p></p>
    <hr noshade style="margin:0;height:1px" />
    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2009. |
      <a href="http://www.openews.it/?p=219">Permalink</a> |
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		</item>
		<item>
		<title>Trucchi per velocizzare l&#8217;upgrade di Ubuntu</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=203</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=203#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 13:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[OSS]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani è il tanto atteso giorno del rilascio di Ubuntu 9.04 &#8220;Jaunty Jackalope&#8221;, e come già successo in passato, si prevede un down dei server a causa dell&#8217;eccessivo utilizzo di banda. Ecco allora alcuni modi per evitare questo problema, e velocizzare l&#8217;upgrade tramite apt-p2p

Come di consuetudine, il giorno del rilascio di una nuova versione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.openews.it/images/ubuntu-all-small.jpg" alt="" />Domani è il tanto atteso giorno del rilascio di Ubuntu 9.04 &#8220;Jaunty Jackalope&#8221;, e come già successo in passato, si prevede un down dei server a causa dell&#8217;eccessivo utilizzo di banda. Ecco allora alcuni modi per evitare questo problema, e velocizzare l&#8217;upgrade tramite apt-p2p<br />
<span id="more-203"></span><br />
Come di consuetudine, il giorno del rilascio di una nuova versione di ubuntu, i server vengono intasati dalle troppe richieste di download, e la banda non è mai sufficiente. Con la conseguenza che soltanto in pochi riusciranno a scaricare, e con velocità assai basse.<br />
Se proprio non vedete l&#8217;ora di provare questa nuova versione, e non volete aspettare un paio di giorni, il consiglio è di utilizzare apt-p2p, un tool che permette di far funzionare il classico apt-get tramite la tecnologia p2p, scaricando da altri peer invece che dal server centrale.</p>
<p>Ecco le istruzioni:</p>
<ol>
<li>Innanzitutto, installare il tool apt-p2p:<br />
<blockquote><p>sudo apt-get install apt-p2p</p></blockquote>
</li>
<li>Per sicurezza, effettuare il backup del proprio sources.list :<br />
<blockquote><p>sudo cp /etc/apt/sources.list /etc/apt/sources.list.backup</p></blockquote>
</li>
<li>Modificare il file sources.list aggiungendo “localhost:9977″ dopo http:// , in questo modo:<br />
<blockquote><p>sudo gedit /etc/apt/sources.list</p></blockquote>
<p>deb http://localhost:9977/archive.canonical.com/ubuntu hardy partner<br />
deb-src http://localhost:9977/archive.canonical.com/ubuntu hardy partner<br />
deb http://localhost:9977/*mirror-address*/ubuntu/ hardy main universe restricted multiverse<br />
deb-src http://localhost:9977/*mirror-address*/ubuntu/ hardy main universe restricted multiverse</li>
<li>Aggiornare i pacchetti:<br />
<blockquote><p>sudo rm -rf /var/cache/apt-p2p/cache/*<br />
sudo apt-get update</p></blockquote>
</li>
<li>Iniziare l&#8217;upgrade da Intrepid a Jaunty:<br />
<blockquote><p>sudo update-manager -d</p></blockquote>
</li>
<li>Ora potrete controllare lo stato di avanzamento dell&#8217;upgrade, i peers a cui siete collegati, la velocità di download e di upload, e le statistiche semplicemente collegandovi con il vostro browser all&#8217;indirizzo <em>http://localhost:9977</em></li>
</ol>
<p>Se per caso riscontrare qualche problema, ripristinate la copia di backup del file sources.list e ricominciate dall&#8217;inizio</p>
<blockquote><p>sudo cp /etc/apt/sources.list.backup /etc/apt/sources.list</p></blockquote>
<p>Se invece volete scaricare l&#8217;immagine iso da masterizzare, potete utilizzare i torrent, risparmiate banda al server e probabilmente scaricherete anche più velocemente</p>
<table border="0">
<tr>
<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=22-04-2009-apt-p2p&#038;STEP=3" /></td>
<td><font color="gray">volte</font></td>
</tr>
</table>
<p></p>
    <p></p>
    <hr noshade style="margin:0;height:1px" />
    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2009. |
      <a href="http://www.openews.it/?p=203">Permalink</a> |
      <a href="http://www.openews.it/?p=203#comments">3 commenti</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Lui è un Mac, l&#8217;altro è un PC, ma noi siamo Linux!</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=195</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=195#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 12:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[OSS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/?p=195</guid>
		<description><![CDATA[Vi ricordate la famosa campagna pubblicitaria della Apple, &#8220;I&#8217;m a Mac&#8221; ? La risposta del pinguino non si è fatta attendere!

Infatti all&#8217;inizio dell&#8217;anno la Linux Foundation ha indetto un concorso per creare uno spot pubblicitario efficace per Linux.
I requisiti per partecipare alla competizione sono un filmato di circa 60 secondi, evidenziare il motivo principale che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordate la famosa campagna pubblicitaria della Apple, &#8220;I&#8217;m a Mac&#8221; ? La risposta del pinguino non si è fatta attendere!</p>
<p><span id="more-195"></span></p>
<p>Infatti all&#8217;inizio dell&#8217;anno la Linux Foundation ha indetto un concorso per creare uno spot pubblicitario efficace per Linux.<br />
I requisiti per partecipare alla competizione sono un filmato di circa 60 secondi, evidenziare il motivo principale che ci ha spinto ad usare linux, e nessun obbligo di citare i sistemi operativi concorrenti durante il video.<br />
Il miglior video riceverà come premio un viaggio pagato a Tokyo per partecipare ad Ottobre alla prossima conferenza della Linux Foundation.</p>
<p>Il contest ora è finito, e il vincitore è stato Armitay Tweeto. un designer freelance e consulente per l&#8217;interfaccia utente di Bet Shemesh, Israele.<br />
Di seguito presentiamo i 5 video finalisti, su un totale di 90 partecipanti al concorso<br />
Il vincitore:</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qWEIQIv8zvY&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/qWEIQIv8zvY&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Mentre gli altri video arrivati in finale sono:<br />
<a href='http://video.linuxfoundation.org/video/1262' >The Origin&#8230;</a> , <a href='http://video.linuxfoundation.org/video/1154' >The Pub</a> , <a href='http://video.linuxfoundation.org/video/1271' >The future is Open</a> , <a href='http://video.linuxfoundation.org/video/1261' >Challenges at office</a></p>
<table border="0">
<tr>
<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=22-04-2009-contest&#038;STEP=3" /></td>
<td><font color="gray">volte</font></td>
</tr>
</table>
<p></p>
    <p></p>
    <hr noshade style="margin:0;height:1px" />
    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2009. |
      <a href="http://www.openews.it/?p=195">Permalink</a> |
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		</item>
		<item>
		<title>AMD raggiunge il TeraFlop</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=194</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=194#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 16:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Hardware]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[I Big del settore continuano a sfidarsi per produrre chip con potenza sempre maggiore. AMD ha annunciato durante l&#8217;International Supercomputing Conference (Dresta, Germania) alcuni chip destinati a superare la barriera del teraflop per quanto riguarda le operazioni a virgola mobile in singola precisione, 200gigaflop per i calcoli in doppia precisione.

Il nuovo stream processor FireStream 9250, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Big del settore continuano a sfidarsi per produrre chip con potenza sempre maggiore. AMD ha annunciato durante l&#8217;International Supercomputing Conference (Dresta, Germania) alcuni chip destinati a superare la barriera del teraflop per quanto riguarda le operazioni a virgola mobile in singola precisione, 200gigaflop per i calcoli in doppia precisione.<br />
<span id="more-194"></span><br />
<img src="http://www.openews.it/images/amd.jpg"/>Il nuovo stream processor <a href="http://www.amd.com/us-en/Corporate/VirtualPressRoom/0,,51_104_543_15434~126593,00.html">FireStream 9250</a>, GPGPU (General Purpose computation using GPU), sfrutta l&#8217;enorme capacità dei chip studiati per le schede grafiche, ed è dotato di una memoria DDR3 da 1GB per permettere di elaborare una grande quantità di dati simultaneamente.<br />
Rispetto ad altre soluzioni &#8220;CPU Alone&#8221; riesce ad essere 55 volte più veloce, riducendo notevolmente i tempi di elaborazione.<br />
E&#8217; sicuramente un successo per AMD, che si colloca al primo posto in ambienti in cui è richiesta una enorme capacità di calcolo, come server finanziari o ambienti di ricerca.<br />
Se verranno rispettati i tempi, entrerà in commercio quest&#8217;autunno, ad un prezzo di 999$</p>
<p>Che sia l&#8217;occasione per AMD di riprendersi dalla crisi per le dure sconfitte contro Intel? Probabilmente seguirà una risposta dall&#8217;azienda concorrente, staremo a vedere.</p>
    <p></p>
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    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2008. |
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		</item>
		<item>
		<title>Sabayon 3.5 sta arrivando con grandi novità</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=193</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=193#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 08:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[OSS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2008/06/17/sabayon/</guid>
		<description><![CDATA[Dopo mesi e mesi di duro lavoro, è stata inziata la fase finale beta di Sabayon Linux, la distro italiana derivata da Gentoo che sta facendosi largo nel vasto panorama opensource. A leggere dal sito ufficiale, &#8220;the difference between 3.4 and 3.5 is REALLY REALLY huge&#8221;.

 Queste novità consistono nel miglioramento dei pacchetti binari, update [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo mesi e mesi di duro lavoro, è stata inziata la fase finale beta di Sabayon Linux, la distro italiana derivata da Gentoo che sta facendosi largo nel vasto panorama opensource. A leggere dal sito ufficiale, &#8220;the difference between 3.4 and 3.5 is REALLY REALLY huge&#8221;.<br />
<span id="more-193"></span><br />
<img src="http://romano.netsons.org/immagini/sabayon.png"/> Queste novità consistono nel miglioramento dei pacchetti binari, update di sicurezza, si sono concentrati sulla facilità di utilizzo, incrementare le performance e la velocità, e ad aumentare il supporto hw.<br />
Gli sviluppatori hanno anche promesso un ciclo di sviluppo più rapido per le prossime release 4.0, 4.1, 4.2 e successive. Probabilmente verrà prefissato un certo periodo fra un rilascio e l&#8217;altro, proprio come avviene per la più famosa Ubuntu.<br />
Da quanto trapela, i fondi degli sponsor scarseggiano, quindi per poter continuare il proprio lavoro e migliorare sempre di più, chiedono agli utenti di fare una donazione al progetto.<br />
Per il 6 Luglio, la data prevista per la versione finale, oltre al nuovo rilascio viene introdotta anche una nuova versione del sito web del progetto.</p>
    <p></p>
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    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2008. |
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		</item>
		<item>
		<title>Trustchip promette di combattere le intercettazioni telefoniche</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=192</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=192#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 08:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Hardware]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2008/06/17/trustchip/</guid>
		<description><![CDATA[La società koolspan afferma che con una schedina MicroSD sia possibile criptare il traffico per contrastare le intercettazioni telefoniche, che fanno tanto parlare in questi giorni.

 All&#8217;apparenza sembra una normale memory card MicroSD, ma al suo interno contiene anche un processore ARM a 32bit. Secondo l&#8217;azienda produttrice questa è una soluzione economica ai vari modelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La società koolspan afferma che con una schedina MicroSD sia possibile criptare il traffico per contrastare le intercettazioni telefoniche, che fanno tanto parlare in questi giorni.<br />
<span id="more-192"></span><br />
<img src="http://www.engadgetmobile.com/media/2008/01/1-26-08-trustchip.jpg"/> All&#8217;apparenza sembra una normale memory card MicroSD, ma al suo interno contiene anche un processore ARM a 32bit. Secondo l&#8217;azienda produttrice questa è una soluzione economica ai vari modelli di &#8220;cellulari sicuri&#8221; che ci sono oggi in commercio, che usano frequenze particolari e sono dotati di hw molto costoso.<br />
Con Trustchip bastano due schedine da inserire in due cellulari diversi dotati di sistema Symbian o Windows Mobile per poter parlare e messaggiare in sicurezza, sfruttando l&#8217;algoritmo AES 256bit.<br />
Il prezzo di ogni schedina dovrebbe aggirarsi sui 300$, e nonostante permetta di criptare i dati trasmessi, il numero del chiamante e al durata della telefonata verranno salvati in chiaro nei tabulati del gestore telefonico. Le uniche ad essere criptate quindi sono le informazioni trasmesse durante la telefonata.<br />
Koolspan annuncia che i primi modelli verranno realizzati in Settembre 2008, e saranno inizialmente riservati a militari e istituzioni finanziarie, come banche, e solo in un secondo momento verranno commercializzati al pubblico.<br />
Purtroppo non sono state rilasciate informazioni su come vengono gestite e scambiate le chiavi, e sembra non essere opensource. C&#8217;è già quindi chi sostiene possa nascondere all&#8217;interno una backdoor disponibile alle autorità americane, ma non c&#8217;è nulla di sicuro.<br />
Che sia però un buon inizio, per spingere l&#8217;attenzione su progetti di questo tipo?</p>
    <p></p>
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    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2008. |
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      <a href="http://www.openews.it/?p=192#comments">Nessun commento</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Google aiuta yahoo nella ricerca</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=191</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=191#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 09:27:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2008/06/16/google-yahoo/</guid>
		<description><![CDATA[Dopo la chiusura degli accordi tra Microsoft e Yahoo, il noto motore di ricerca stringe un accordo con Google che finanzierà con Adsense.

Yahoo userà i programmi AdSense for Search e AdSense for Content per visulizzare la pubblicità Google accanto ai risultati delle proprie ricerche solo negli Stati Uniti e in Canada. In questo modo prevedono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la chiusura degli accordi tra Microsoft e Yahoo, il noto motore di ricerca stringe un accordo con Google che finanzierà con Adsense.<br />
<span id="more-191"></span><br />
Yahoo userà i programmi AdSense for Search e AdSense for Content per visulizzare la pubblicità Google accanto ai risultati delle proprie ricerche solo negli Stati Uniti e in Canada. In questo modo prevedono delle entrate di circa 800 milioni di dollari per il primo anno, che potrebbero aiutare la società ad uscire dalla crisi che sta vivendo. Yahoo continuerà inoltre a fornire agli utenti il proprio motore di ricerca.<br />
Ma l&#8217;accordo non si limita soltanto a questo. E&#8217; prevista anche una interoperabilità tra i due servizi di messaggistica istantanea delle due aziende. Sicuramente una notizia positiva, che potrebbe aiutare entrambi a contrastare il diffusissimo msn messenger.<br />
L&#8217;accordo dovrebbe durare per 10anni, con un rinnovo ogni 3. Nei prossimi giorni l&#8217;antitrust esaminerà questa partnership.</p>
<table border="0">
<tr>
<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=16-06-2008-gyahoo&#038;STEP=3" /></td>
<td><font color="gray">volte</font></td>
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    <p></p>
    <hr noshade style="margin:0;height:1px" />
    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2008. |
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		</item>
		<item>
		<title>I filtri P2p hanno un nuovo nemico, Google</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=190</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=190#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 09:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[P2P]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2008/06/16/google-p2p/</guid>
		<description><![CDATA[Tempo fa si parlava della neutralità della Rete. Oggi l&#8217;argomento sembra essere risollevato grazie a Google, che si è nominata paladina della libertà degli utenti, ed intenzionata ad ostacolare i filtri p2p che vengono applicati dai provider.

 Come riporta The Register, Google è sempre stato un forte difensore della neutralità della Rete, e non vuole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fa si parlava della neutralità della Rete. Oggi l&#8217;argomento sembra essere risollevato grazie a Google, che si è nominata paladina della libertà degli utenti, ed intenzionata ad ostacolare i filtri p2p che vengono applicati dai provider.<br />
<span id="more-190"></span><br />
<img src="http://www.openews.it/images/p2p.gif"/> Come riporta <a href="http://www.theregister.co.uk/2008/06/13/google_network_management_tools/">The Register</a>, Google è sempre stato un forte difensore della neutralità della Rete, e non vuole tirarsi indietro neanche ora.<br />
E&#8217; per questo che il colosso di Mountain View ha deciso di sviluppare un nuovo tool che ha l&#8217;obiettivo di indagare su cosa ci sia dietro ai provider che filtrano la connessione degli utenti, che impediscono l&#8217;utilizzo di file sharing. Google vuole difendere l&#8217;accesso universale degli utenti, e ha parlato anche del caso cinese. Come si sa, Google filtra i contenuti in Cina, ma lo fa per ottemperare alla legislazione di Pechino e lo fa in maniera trasparente. I filtri P2P vengono invece applicati di nascosto, e all&#8217;insaputa del consumatore.<br />
Continuando in questo modo, c&#8217;è il rischio che i provider possano garantire un migliore servizio a chi paga di più, a scapito di tutti gli altri.</p>
<table border="0">
<tr>
<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=16-06-2008-googlep2p&#038;STEP=3" /></td>
<td><font color="gray">volte</font></td>
</tr>
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<p></p>
    <p></p>
    <hr noshade style="margin:0;height:1px" />
    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2008. |
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    <p>Sfoglia l'archivio dei post sotto la categoria <a href="http://www.openews.it/?cat=13" title="Visualizza tutti gli articoli in P2P" rel="category">P2P</a>,  <a href="http://www.openews.it/?cat=14" title="Visualizza tutti gli articoli in Primo Piano" rel="category">Primo Piano</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I chip si raffreddano dall&#8217;interno</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=189</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=189#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 09:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2008/03/07/dissipazione-interna/</guid>
		<description><![CDATA[In Irlanda un gruppo di ricercatori dell&#8217;università di Limerik stanno progettando un nuovo sistema di dissipazione per i chip, che non avviene più dall&#8217;esterno, ma dall&#8217;interno.

Si tratta di un sistema che prevede il passaggio di liquidi all&#8217;interno di canali di silicio, in modo da raggiungere direttamente la fonte di calore, e portarla poi all&#8217;esterno, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Irlanda un gruppo di ricercatori dell&#8217;università di Limerik stanno progettando un nuovo sistema di dissipazione per i chip, che non avviene più dall&#8217;esterno, ma dall&#8217;interno.<br />
<span id="more-189"></span><br />
<img src="http://www.apogeonline.com/webzine/2007/03/23/22/20070323220101.jpg"/>Si tratta di un sistema che prevede il passaggio di liquidi all&#8217;interno di canali di silicio, in modo da raggiungere direttamente la fonte di calore, e portarla poi all&#8217;esterno, per poi ritornare in circolo.<br />
Sono previste anche due piccole ventole in silicio, con un diametro inferiore ai 5mm, per aumentare l&#8217;efficienza.<br />
Speriamo che sappiano raggiungere il mercato, rendendo la dissipazione più efficiente e soprattutto silenziosa.</p>
<p>Fino ad ora soltanto HP e IBM si sono cimentati in un progetto simile, ma in modo differente, immergendo i propri chip all&#8217;interno del liquido.</p>
<table border="0">
<tr>
<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=07-03-2008-dissipazione&#038;STEP=3" /></td>
<td><font color="gray">volte</font></td>
</tr>
</table>
<p></p>
    <p></p>
    <hr noshade style="margin:0;height:1px" />
    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2008. |
      <a href="http://www.openews.it/?p=189">Permalink</a> |
      <a href="http://www.openews.it/?p=189#comments">Nessun commento</a></p>
    <p>Aggiungi a <a href="http://del.icio.us/post?url=http://www.openews.it/?p=189&amp;title=I chip si raffreddano dall&#8217;interno">del.icio.us</a></p>
    <p>Cerca blog che linkano questo post con <a href="http://www.technorati.com/search/http://www.openews.it/?p=189" title="Cerca su Technorati">Technorati</a></p>
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			<wfw:commentRss>http://www.openews.it/?feed=rss2&amp;p=189</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia compra online!</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=188</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=188#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 08:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2008/03/07/litalia-compra-online/</guid>
		<description><![CDATA[Casaleggio Associati ha affermato che nel 2007 c&#8217;è stato un vero &#8220;boom&#8221;, superando le vendite dell&#8217;anno precedente di ben 42,%.

L&#8217;utilizzo della Rete sta quindi avendo un grande sviluppo, favorito anche dai costi di connessione sempre più bassi.
La cifra totale si aggira sui 4.8 Miliardi di Euro, il cui 50% riguarda soltanto il settore turistico.
Lo studio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Casaleggio Associati ha affermato che nel 2007 c&#8217;è stato un vero &#8220;boom&#8221;, superando le vendite dell&#8217;anno precedente di ben 42,%.<br />
<span id="more-188"></span><br />
L&#8217;utilizzo della Rete sta quindi avendo un grande sviluppo, favorito anche dai costi di connessione sempre più bassi.<br />
La cifra totale si aggira sui 4.8 Miliardi di Euro, il cui 50% riguarda soltanto il settore turistico.<br />
Lo studio evidenzia inoltre che il successo maggiore l&#8217;hanno avuto i <em>beni immateriali</em>, come nel caso di Expedia. I beni di consumo invece hanno subito un calo, penalizzati anche dalle spese di trasporto, e dal timore delle persone nell&#8217;acquistare un bene materiale senza prima poterlo vedere e toccare.</p>
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		</item>
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		<title>Telecom: a tutto WiMax</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=187</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=187#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 23:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il paradossale ritiro di Wind e Fastweb dall’asta per l’assegnazione delle frequenze WiMax, sembra che Telecom sia rimasta la sola ad investire pesantemente nella tecnologia senza fili che probabilmente contribuirà a ridurre  – politiche aziendali permettendo – il digital divide italiano, portando la banda larga nei territori non ancora coperti da questo servizio.

Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.openews.it/images/wimax.jpg"/>Dopo il paradossale ritiro di Wind e Fastweb dall’asta per l’assegnazione delle frequenze WiMax, sembra che Telecom sia rimasta la sola ad investire pesantemente nella tecnologia senza fili che probabilmente contribuirà a ridurre  – politiche aziendali permettendo – il digital divide italiano, portando la banda larga nei territori non ancora coperti da questo servizio.<br />
<span id="more-187"></span><br />
Il rischio che si formi un nuovo monopolio per una tecnologia dall’enorme potenziale forse c’è in parte, ma il quesito si pone in relazione del perché grandi aziende che potrebbero trarre enormi vantaggi dall’utilizzo del WiMax, abbiano lasciato il campo senza aver compiuto troppi sforzi per aggiudicarsi le frequenze che, probabilmente, andranno in gran parte a Telecom Italia.</p>
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<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
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		</item>
		<item>
		<title>P2P e Windows Update</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=186</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=186#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 23:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[P2P]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[Microsoft sarebbe in procinto di attuare una nuova politica per distribuire gli aggiornamenti dei propri sistemi operativi, ed a questo proposito, come afferma un recente articolo apparso sul portale di Repubblica, l’idea di base dovrebbe essere quella di appoggiarsi a dei “worms non nocivi”, che infettando le macchine con sistemi operativi Microsoft sarebbero in grado [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Microsoft sarebbe in procinto di attuare una nuova politica per distribuire gli aggiornamenti dei propri sistemi operativi, ed a questo proposito, come afferma un recente articolo apparso sul portale di Repubblica, l’idea di base dovrebbe essere quella di appoggiarsi a dei “worms non nocivi”, che infettando le macchine con sistemi operativi Microsoft sarebbero in grado di generare una sorta di rete P2P per la distribuzione di aggiornamenti e pacchetti software, in modo da ridurre l’affollamento dei server di Windows Update, che secondo i portavoce dell’azienda di Redmond avrebbero raggiunto i 300 milioni di utenti.<br />
<span id="more-186"></span><br />
<img src="http://www.openews.it/images/WindowsUpdate.jpg"/>La notizia è stata presa positivamente dai molti utenti italiani che vedono questa iniziativa utile affinché i provider del Bel Paese cambino politica riguardo i controversi filtri P2P, ma nonostante le dichiarazioni riportate dai tecnici Microsoft siano più che rassicuranti, c’è chi pone già grossi dubbi sulla reale utilità di un sistema di questo tipo, riflettendo la preoccupazione dei molti utenti che vedono a rischio non solo la propria privacy, ma anche la libertà circa l’utilizzo del software e delle proprie risorse.</p>
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<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=07-03-2008-p2pwin&#038;STEP=3" /></td>
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		</item>
		<item>
		<title>La Norvegia accetta solo formati aperti</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=185</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=185#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2007 23:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[OSS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2007/12/25/formati_aperti/</guid>
		<description><![CDATA[La Norvegia ha deciso che entro il 1 Gennaio 2009 utilizzerà soltanto i formati aperti, evitando quelli proprietari. Tutta la documentazione governativa sarà dunque distribuita nei formati html, pdf e odf.

L&#8217;html sarà utilizzato per le pubblicazioni sul web, il pdf per i documenti il cui layout non deve essere modificato e l&#8217;odf per tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Norvegia ha deciso che entro il 1 Gennaio 2009 utilizzerà soltanto i formati aperti, evitando quelli proprietari. Tutta la documentazione governativa sarà dunque distribuita nei formati html, pdf e odf.<br />
<span id="more-185"></span><br />
<img src="http://www.openews.it/images/odf.png"/>L&#8217;html sarà utilizzato per le pubblicazioni sul web, il pdf per i documenti il cui layout non deve essere modificato e l&#8217;odf per tutti i documenti che devono essere modificati.<br />
In questo modo tutti i cittadini avranno gli stessi diritti ad accedere alla documentazione pubblicata, evitando discriminazioni in base al software utilizzato.</p>
<p>Che dire, sicuramente una buona iniziativa, e speriamo che non rimanga isolata. I paesi nordici si sa, sono sempre stati più innovativi di noi, ma chissà che possano fornire qualche spunto da seguire, proprio come questo!</p>
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<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=24-12-07-formati_aperti&#038;STEP=3" /></td>
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    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2007. |
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		</item>
		<item>
		<title>Google sfida Wikipedia</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=184</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=184#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 23:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la grande G ora è il turno della conoscenza. Questa volta però non ha comprato nessun servizio (come è invece successo in passato) ma è lei a crearlo. Si chiamerà Knol (abbreviazione di Knowledge) e punta a sfidare direttamente Wikipedia.

Quest&#8217;ultima gode dei molti articoli già presenti nel proprio database, ma Google dalla sua parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la grande G ora è il turno della conoscenza. Questa volta però non ha comprato nessun servizio (come è invece successo in passato) ma è lei a crearlo. Si chiamerà <em>Knol</em> (abbreviazione di Knowledge) e punta a sfidare direttamente Wikipedia.<br />
<span id="more-184"></span><br />
<img src="http://www.openews.it/images/knol.jpg"/>Quest&#8217;ultima gode dei molti articoli già presenti nel proprio database, ma Google dalla sua parte ha una grande fama, in qualsiasi ambito del web.<br />
Le differenze rispetto alla nota enciclopedia libera saranno focalizzate soprattutto sull&#8217;autore di ogni singola pagina. «I libri hanno il nome dell&#8217;autore in copertina, gli articoli lo hanno in fondo e la divulgazione scientifica anche» ha commentato sul <a href="http://googleblog.blogspot.com/2007/12/encouraging-people-to-contribute.html" target="_blank">blog</a> Udi Manber, vice presidente del settore engineering di Google «ma in qualche modo la rete si è evoluta senza l&#8217;esigenza di mettere in evidenza i nomi degli autori. Crediamo che sapere chi ha scritto aiuterà decisamente gli utenti a fare un uso migliore dei contenuti in rete».<br />
Parole molto chiare, ma che lasciano, ovviamente, la possibilità ad ogni utente di modificarne il contenuto.<br />
I maniaci dell&#8217;autorevolezza rimaranno delusi anche questa volta: i contenuti di Knol potranno essere modificati da chiunque, e quindi l&#8217;enciclopedia perde di credibilità ed autorevolezza. Si spinge quindi più sulla quantità che sulla qualità.</p>
<p>Il servizio includerà anche molti strumenti per lo sviluppo della community, partendo dalla possibilità di commentare, inviare domande, aggiungere contenuti, valutare e persino recensire uno knol.<br />
Molti utenti di internet sono rimasti dubbiosi, poco convinti che Knol possa togliere Wikipedia dal trono sul quale ora sta. Certo provoca un ulteriore frammentazione, ma è proprio questa che spinge la concorrenza a far sempre meglio e migliorarsi continuamente. Si avranno inoltre due fonti diverse per poter confrontare il materiale trovato.</p>
<p>Non ci rimane altro che aspettare che finisca la fase di testing (tipica di ogni servizio marchiato Google) per poi provarlo in massa.</p>
<p>Voi che ne pensate? Può portare dei benefici? Oppure dovrebbero unire le forze?</p>
<table border="0">
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<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=23-12-07-knol&#038;STEP=3" /></td>
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		</item>
		<item>
		<title>Un regalo all&#8217;OpenSource</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=183</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=183#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 22:19:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[OSS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2007/12/24/merry-christmas/</guid>
		<description><![CDATA[Natale è ormai arrivato. Come da tradizione, si girano i negozi della città, in cerca dei regali per amici, parenti, alle persone care in generale, per ritrovarsi poi tutti insieme, a mezzanotte, a scartare i regali, pieni di gioia  Spesso però si dimentica il mondo di cui  molti di voi si servono per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Natale è ormai arrivato. Come da tradizione, si girano i negozi della città, in cerca dei regali per amici, parenti, alle persone care in generale, per ritrovarsi poi tutti insieme, a mezzanotte, a scartare i regali, pieni di gioia <img src='http://www.openews.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> Spesso però si dimentica il mondo di cui  molti di voi si servono per svolgere i lavori quotidiani, dal controllare l&#8217;email al semplice navigare su internet, ma anche scrivere del testo, guardare i nostri filmini preferiti, e qualsiasi altra cosa vogliate fare. Si, mi sto proprio rivolgendo alla comunità OpenSource.<br />
<span id="more-183"></span><br />
<img src="http://sbaush.files.wordpress.com/2006/12/sbaush-tux-natale.png"/>Dietro i prodotti che noi utiliziamo, <b>gratuitamente</b>, c&#8217;è lo sforzo di molti sviluppatori, molte persone che passano le nottate insonne per correggere bug o aggiungere nuove funzionalità. Un lavoro spesso svolto a livello hobbistico, quindi senza alcuna remunerazione, a parte qualche rara e sporadica donazione. E&#8217; per questo che, se avete finito di fare i regali, e vi è avanzato qualche soldo, pensate a chi vi permette di fare tutto quanto citato sopra. Una piccola donazione fa sempre piacere, e aiuta i progetti a crescere. Potete farla a chi preferite, o alla vostra distribuzione preferita, o a un particolare programma che utilizzate spesso, oppure direttamente alla Linux Foundation<br />
Pensate ai soldi che tali applicazioni vi fanno risparmiare, sia a livello di licenza, sia ad esigenze hw contenute. Quello che donerete, se lo farete, andrà alla fine a vostro vantaggio: permette agli sviluppatori di continuare il proprio lavoro, offrendovi prodotti sempre migliori.<br />
L&#8217;ultima cosa che mi sento di consigliarvi, è di privilegiare i piccoli gruppi di sviluppatori, piuttosto che grossi progetti con alle spalle  altrettanto grosse aziende che dispongono di ingenti capitali. Darli cioè a chi ne ha più bisogno.</p>
<p>E&#8217; certamente un bel segno di riconoscimento, che apprezzeranno sicuramente, e che sapranno poi ricompensare nella prossima release <img src='http://www.openews.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Colgo l&#8217;occasione per fare a tutti voi, lettori di Openews, i miei migliori <b>auguri di Buon Natale</b>, augurandovi buone feste e mi raccomando, non ubriacatevi troppo <img src='http://www.openews.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> Grazie per aver continuato a leggere questo sito, e chissà magari il 2008 porterà interessanti novità anche a Openews! Chissà&#8230; <img src='http://www.openews.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<table border="0">
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<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=23-12-07-christmas&#038;STEP=3" /></td>
<td><font color="gray">volte</font></td>
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    <p></p>
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    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2007. |
      <a href="http://www.openews.it/?p=183">Permalink</a> |
      <a href="http://www.openews.it/?p=183#comments">Nessun commento</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Studente punito per aver utilizzato Firefox</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=182</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=182#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 23:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[OSS]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2007/12/19/usa-firefox-punito/</guid>
		<description><![CDATA[In una scuola media superiore della Pennsylvania, negli Stati Uniti, uno studente viene punito per aver utilizzato il browser Firefox.

La nota disciplinare è stata data ad uno studente per il semplice fatto che durante la lezione a computer stava utilizzando l&#8217;applicazione Firefox.exe sconosciuta dall&#8217;insegnante e ritenuta pericolosa. 
L&#8217;insegnante non ha voluto sentire le spiegazioni del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una scuola media superiore della Pennsylvania, negli Stati Uniti, uno studente viene punito per aver utilizzato il browser Firefox.<br />
<span id="more-182"></span><br />
<img src="http://www.openews.it/images/protection_firefox.jpg"/>La <a href="http://www.uploadgeek.com/uploads456/0/1197784327416.png" target="_blank">nota disciplinare</a> è stata data ad uno studente per il semplice fatto che durante la lezione a computer stava utilizzando l&#8217;applicazione <em>Firefox.exe</em> sconosciuta dall&#8217;insegnante e ritenuta pericolosa. </p>
<p>L&#8217;insegnante non ha voluto sentire le spiegazioni del ragazzo, ritenendo l&#8217;eseguibile in questione pericoloso per la sicurezza del sistema, quando lo studente stava semplicemente facendo il proprio lavoro come tutti gli altri, soltanto con un browser diverso, più sicuro.</p>
<p>Questo è quanto riporta l&#8217;insegnante:<br />
<em>&#8220;Oggi in classe lo studente ha lanciato il programma chiamato Firefox.exe. Gli ho chiesto di chiudere il programma e riprendere il lavoro ma lui mi ha detto che si trattava solo di un differente browser e che stava facendo il suo lavoro. Ho dato altri due avvertimenti ma il ragazzo insisteva che era un browser migliore e che non stava facendo nulla di male.<br />
Così ho deciso di metterlo in punizione&#8221;</em></p>
<p>La punizione a cui è stato sottoposto è stata la presenza obbligatoria in classe per le 2 ore successive al termine delle lezioni.</p>
<table border="0">
<tr>
<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=19-12-07-firefox&#038;STEP=3" /></td>
<td><font color="gray">volte</font></td>
</tr>
</table>
<p></p>
    <p></p>
    <hr noshade style="margin:0;height:1px" />
    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2007. |
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			<wfw:commentRss>http://www.openews.it/?feed=rss2&amp;p=182</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>La Borsa di New York passa a Linux</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=181</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=181#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 00:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[OSS]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2007/12/17/nyse/</guid>
		<description><![CDATA[La Borsa di New York, che è da sempre legata a sistemi Unix proprietari, ha ora deciso di passare a linux, rinnovando anche i vari server.


I motivi che stanno alla base di questa decisione sono una maggior flessibilità e una riduzione dei costi. &#8220;Quello che noi vogliamo è ottenere un vantaggio maggiore dalla tecnologia&#8221; Ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Borsa di New York, che è da sempre legata a sistemi Unix proprietari, ha ora deciso di passare a linux, rinnovando anche i vari server.<br />
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<img src="http://www.appuntidigitali.it/site/wp-content/uploads/nyse.jpg"/></p>
<p>I motivi che stanno alla base di questa decisione sono una maggior flessibilità e una riduzione dei costi. &#8220;Quello che noi vogliamo è ottenere un vantaggio maggiore dalla tecnologia&#8221; Ha spiegato Steve Rubinow. &#8220;Stiamo cercando di essere il più possibile indipendenti da ogni tecnologia.</p>
<p>La notizia è stata <a href="http://www.computerworld.com/action/article.do?command=viewArticleBasic&#038;taxonomyName=data_center&#038;articleId=9053008&#038;taxonomyId=52&#038;intsrc=kc_top" target="_blank">riportata da computerworld</a>, che spiega anche i nuovi acquisti hardware. NYSE ha infatti deciso di acquistare 200 server HP Proliant DL585 dotati di quattro processori e 400 blade HP ProLiant BL685c equipaggiati con processori AMD Opteron dual core.</p>
<p>Rubinow ha affermato inoltre che Linux è abbastanza maturo da soddisfare le loro necessità. Aggiunge poi: &#8220;Linux potrebbe non essere raffinato come lo è Unix con i suoi oltre 20 anni di esperienza, ma lo è abbastanza per noi&#8221;</p>
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<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=17-12-07-nyse&#038;STEP=3" /></td>
<td><font color="gray">volte</font></td>
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    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2007. |
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		</item>
		<item>
		<title>Microsoft regala windows vista ultimate</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=179</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=179#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 09:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Microsoft ha deciso di regalare agli utenti una versione originale di Windows Vista Ultimate. Anche se siamo vicini al Natale, non pensate sia dovuto all&#8217;immensa bontà di Microsoft, ma piuttosto ad un modo per costringere gli utenti a farsi spiare. Infatti, dietro a questo generoso regalo ci sono delle clausole.

Queste condizioni permettono a Microsoft di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Microsoft ha deciso di regalare agli utenti una versione originale di Windows Vista Ultimate. Anche se siamo vicini al Natale, non pensate sia dovuto all&#8217;immensa bontà di Microsoft, ma piuttosto ad un modo per costringere gli utenti a farsi spiare. Infatti, dietro a questo <em>generoso regalo</em> ci sono delle clausole.<br />
<span id="more-179"></span><br />
<img src="http://www.openews.it/images/winvista.jpg"/>Queste condizioni permettono a Microsoft di eseguire un completo e minuzioso controllo del sistema, monitorando costantemente il software utilizzato.</p>
<p>L&#8217;offerta è inoltre rivolta soltanto ai cittadini americani con più di 18 anni, ma non è escluso che in un futuro non troppo remoto possa essere disponibile anche da noi, che già partecipano al programma <a href="http://wfp.microsoft.com/" target="_blank">Feedback di Microsoft</a> stessa.<br />
Tale programma permette alla azienda di Redmond di stabilire un contatto diretto con gli utenti, controllando le proprie preferenze, come viene utilizzato il proprio sistema, verificare quali funzioni vengono più utilizzate, per poi concentrarsi maggiormente per semplificarle ulteriormente.</p>
<p>Il tutto stabilito con un modulo da firmare da parte dell&#8217;utente, in cui si da l&#8217;autorizzazione a Microsoft ad entrare nel proprio sistema per un feedback automatico</p>
<p>Forse può essere la contromossa, per cercare di diffondere maggiormente il proprio nuovo prodotto che non riescono a vendere, e nello stesso tempo raccogliere informazioni utili su come viene utilizzato il computer degli utenti.</p>
<p>Voi accettereste tali condizioni?</p>
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<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=14-12-07-vistagratis&#038;STEP=3" /></td>
<td><font color="gray">volte</font></td>
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    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2007. |
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		<item>
		<title>Google sviluppa sw per l&#8217;iPhone</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=180</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=180#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 21:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Google ha annunciato di star sviluppando del software per rendere più semplice ed intuitivo l&#8217;accesso ai propri servizi con il nuovo smartphone della Apple. Inoltre, svilupperà anche altri software per semplificare le operazioni sui vari smartphone.

Questa è la decisione, un&#8217;altra delle tante riguardanti la telefonia mobile, presa da Google, per poter integrare i propri servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Google ha annunciato di star sviluppando del software per rendere più semplice ed intuitivo l&#8217;accesso ai propri servizi con il nuovo smartphone della Apple. Inoltre, svilupperà anche altri software per semplificare le operazioni sui vari smartphone.<br />
<span id="more-180"></span><br />
<img src="http://www.intomobile.com/wp-content/uploads/2007/06/google-iphone.jpg"/>Questa è la decisione, un&#8217;altra delle tante riguardanti la telefonia mobile, presa da Google, per poter integrare i propri servizi all&#8217;interno dello smartphone che più di tutti ha fatto parlar di sè.</p>
<p>Sembra che le intenzioni di google siano quelle di ridisegnare l&#8217;home page per facilitare la visualizzazione nel touchscreen e la navigazione con safari.</p>
<p>&#8220;Ho iniziato a pensare a come utilizzare la tecnologia Ajax per migliorare la visualizzazione di google sugli iphone&#8221; ha spiegato Kanefsky, l&#8217;ingegnere software del team di Google. &#8220;ho intenzione di creare anche un&#8217;applicazione che precarichi le applicazioni google preferite dall&#8217;utente. Poter, con un unica ricerca, visualizzare risultati diversi, sia pagine web, che immagini e notizie. Poter leggere i propri feed rss e controllare costantemente la propria casella email, il tutto senza dover aggiornare costantemente la pagina.&#8221;</p>
<table border="-1">
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<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=13-12-07-googleiphone&#038;STEP=3" /></td>
<td><font color="gray">volte</font></td>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;iPhone sarà probabilmente soggetto ad attacchi</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=177</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=177#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 20:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2007/12/13/liphone-sara-probabilmente-soggetto-ad-attacchi/</guid>
		<description><![CDATA[Dell&#8217;iphone si è forse parlato fin troppo, e troppi sono stati i tentativi di sbloccarlo per permetterne l&#8217;utilizzo anche con altri operatori telefonici, e non solo con AT&#038;T. I cinesi ne hanno anche creato un ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dell&#8217;iphone si è forse parlato fin troppo, e troppi sono stati i tentativi di <em>sbloccarlo</em> per permetterne l&#8217;utilizzo anche con altri operatori telefonici, e non solo con AT&#038;T. I cinesi ne hanno anche creato un <a hrref="http://www.openews.it/2007/12/05/meizu/ target="_blank">clone a basso prezzo</a>, cercando di rubare una fetta di mercato ad Apple. Ora è Arbor Networks a lanciare l&#8217;allarme; l&#8217;azienda prevede infatti che nel 2008 l&#8217;iPhone sarà l&#8217;oggetto tecnologico più soggetto a cracker.<br />
<span id="more-177"></span><br />
<img src="http://imageserver.news.speeple.com/e/6/0/b/2/f/d/9/9/7/ad1e700906cfabce70618e.jpeg"/>Secondo il rapporto del Team, l’iPhone, con tutta l’attenzione che ha ricevuto da parte dei media, è un obiettivo interessante per abilii malintenzionati, che farebbero a gara per essere i primi a violare quella piattaforma.</p>
<p>Si prevede infatti la diffusione di un malware, inserito di nascosto in testi, immagini, suoni, o quant&#8217;altro di multimediale che lo smartphone è in grado di gestire.<br />
Saranno quindi tempi duri per Apple, che sarà costretta a rilasciare eventuali patch nel minor tempo possibile, un po&#8217; come ha fatto finora con i tentativi di hacker di sbloccare l&#8217;iPhone.</p>
<p>Le previsioni di Arbor Networks saranno esatte? Sarà l&#8217;occasione giusta per iniziare a sviluppare degli antivirus anche per i cellulari/smartphone?</p>
<table border="-1">
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<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=13-12-07-iphone&#038;STEP=3" /></td>
<td><font color="gray">volte</font></td>
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    <p></p>
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    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2007. |
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		</item>
		<item>
		<title>Utenti HP a rischio di malware</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=176</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=176#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 20:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2007/12/13/hp-malware/</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;HP Info Center annuncia una minaccia causata da uno script ActiveX contro HPInfoDLL.dll, presente in tutti i laptop HP. Attraverso tale dll, infatti, uno script ActiveX, utilizzato solitamente per le scansioni online, può inoltrare del codice malevolo al computer dell&#8217;utente.

Il problema sembrerebbe grave, ed attualmente non è ancora stata rilasciata nessuna Patch per risolvere l&#8217;inconveniente. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;HP Info Center annuncia una minaccia causata da uno script ActiveX contro HPInfoDLL.dll, presente in tutti i laptop HP. Attraverso tale dll, infatti, uno script ActiveX, utilizzato solitamente per le scansioni online, può inoltrare del codice malevolo al computer dell&#8217;utente.<br />
<span id="more-176"></span><br />
<img src="http://www.orarian.com/images/icon_hp.jpg"/>Il problema sembrerebbe grave, ed attualmente non è ancora stata rilasciata nessuna Patch per risolvere l&#8217;inconveniente. L&#8217;unica raccomandazione che si può fare è quella di stare attenti, di non utilizzare IE e prediligere Firefox, e di non visitare siti potenzialmente pericolosi, almeno fino a quando non verrà risolto il problema, ed eventualmente installare anche l&#8217;estensione <em>Noscript</em> di firefox.</p>
<p>I ricercatori al momento hanno creato una pagina per testare se il vostro computer è affetto da tale vulnerabilità. Potete eseguire il test <a href="http://www.anspi.pl/~porkythepig/hp-issue/">cliccando qui</a></p>
<table border="0">
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<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=13-12-07-hpmalware&#038;STEP=3" /></td>
<td><font color="gray">volte</font></td>
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    <p></p>
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    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2007. |
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		</item>
		<item>
		<title>Toshiba: Memorie allo stato solido da 128GB</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=174</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=174#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 23:37:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Hardware]]></category>

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		<description><![CDATA[Il colosso giapponese ha annunciato che dal prossimo anno produrrà delle memorie allo stato solido con capacità da 32 a 128 GB per laptop. La data di uscita di tali memorie è attualmente fissata per Maggio 2008, e avranno dimensioni fra i 1,8&#8243; e 2,5&#8243;

In questo periodo le memorie allo stato solido stanno riscontrando vari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il colosso giapponese ha annunciato che dal prossimo anno produrrà delle memorie allo stato solido con capacità da 32 a 128 GB per laptop. La data di uscita di tali memorie è attualmente fissata per Maggio 2008, e avranno dimensioni fra i 1,8&#8243; e 2,5&#8243;<br />
<span id="more-174"></span><br />
<img src="http://dasyndicate.sweell.com/media/1/20070826-mini-toshiba-SD-32GB.jpg"/>In questo periodo le memorie allo stato solido stanno riscontrando vari consensi e interesse da parte del pubblico. Il loro pregio è di essere efficienti, veloci e silenziose, anche se finora il prezzo elevato ne ha impedito l’adozione sui comuni notebook, limitandone l’impiego ai tablet PC e ai subnotebook. Ma presto, se continuano a diffondersi, il costo scenderà.</p>
<p>Memorie di questo tipo vengono già prodotte da Toshiba e da Sandisk, ma l’elevata capacità  di questi nuovi drive rappresenta comunque una novità.</p>
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<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=12-12-07-toshibamemorie&#038;STEP=3" /></td>
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    <hr noshade style="margin:0;height:1px" />
    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2007. |
      <a href="http://www.openews.it/?p=174">Permalink</a> |
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    <p>Sfoglia l'archivio dei post sotto la categoria <a href="http://www.openews.it/?cat=12" title="Visualizza tutti gli articoli in Hardware" rel="category">Hardware</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ora i Dell si comprano nei negozi</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=173</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=173#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 22:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Hardware]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2007/12/12/dell-store/</guid>
		<description><![CDATA[Sembra proprio che Michael Dell, CEO e fondatore dell&#8217;omonima società, abbia deciso di non limitarsi alla vendità diretta dei propri prodotti, tramite internet o al telefono, come avviene tutt&#8217;ora, ma di portare i propri laptop e i desktop nei negozi.

Da quanto si legge emerge che la scelta di Dell sia dettata da esigenze commerciali. Infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra proprio che Michael Dell, CEO e fondatore dell&#8217;omonima società, abbia deciso di non limitarsi alla vendità diretta dei propri prodotti, tramite internet o al telefono, come avviene tutt&#8217;ora, ma di portare i propri laptop e i desktop nei negozi.<br />
<span id="more-173"></span><br />
<img src="http://static.blogo.it/ossblog/dell_logo.png"/>Da <a href="http://ap.google.com/article/ALeqM5huwW9Ry9F5EhXBcfBvWBhBxOMQDQD8TC6N301" target="_blank">quanto si legge</a> emerge che la scelta di Dell sia dettata da esigenze commerciali. Infatti la azienda americana sta perdendo terreno nella vendita di Personal Computer, sorpassata negli anni scorsi da HP, forse dovuto anche dalla diffidenza degli utenti, che preferiscono toccare con mano il prodotto prima di acquistarlo. Così l’intraprendente Michael ha trovato un altro store disposto a vendere i suoi prodotti al pubblico.</p>
<p>Dell attualmente vende già dei PC a basso prezzo attraverso circa 3.000 magazzini Wal-Mart e si rivolge al segmento small business attraverso 1.400 store di Staples.</p>
<p>L’azienda intende vendere i notebook XPS e Inspiron e i PC desktop attraverso più di 900 store Best Buy a partire dal gennaio dell’anno prossimo.</p>
<table border="0">
<tr>
<td><font color="gray">Questa notizia è stata letta</font></td>
<td><img src="http://www.openews.it/counter/contatore.php?c=11-12-07-dell&#038;STEP=3" /></td>
<td><font color="gray">volte</font></td>
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    <hr noshade style="margin:0;height:1px" />
    <p>&copy; Matteo for <a href="http://www.openews.it">Openews.it</a>, 2007. |
      <a href="http://www.openews.it/?p=173">Permalink</a> |
      <a href="http://www.openews.it/?p=173#comments">Nessun commento</a></p>
    <p>Aggiungi a <a href="http://del.icio.us/post?url=http://www.openews.it/?p=173&amp;title=Ora i Dell si comprano nei negozi">del.icio.us</a></p>
    <p>Cerca blog che linkano questo post con <a href="http://www.technorati.com/search/http://www.openews.it/?p=173" title="Cerca su Technorati">Technorati</a></p>
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			<wfw:commentRss>http://www.openews.it/?feed=rss2&amp;p=173</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Feed Reader: Nuovo servizio offerto da Openews.it</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=172</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=172#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 22:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[OSS]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Openews ha deciso di offrire ai propri utenti un lettore RSS per poter stare sempre aggiornati sulle ultime novità, senza dover continuare a saltare da un sito ad un altro, e senza la preoccupazione di averne saltato qualcuno <img src='http://www.openews.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
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		<title>Top 15 dei giochi in Linux</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=167</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=167#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 10:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[OSS]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti utenti Linux sentono la mancanza di molti giochi a cui erano abituati giocare su Windows. Ecco allora una classifica del tutto personale sui migliori giochi disponibili per il pinguino (alcuni sono multipiattaforma). Per chi si sta avvicinando al mondo del pinguino ma non vuole rinunciare ai giochi, potrebbe trovare interessanti spunti per conoscerne di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti utenti Linux sentono la mancanza di molti giochi a cui erano abituati giocare su Windows. Ecco allora una classifica del tutto personale sui migliori giochi disponibili per il pinguino (alcuni sono multipiattaforma). Per chi si sta avvicinando al mondo del pinguino ma non vuole rinunciare ai giochi, potrebbe trovare interessanti spunti per conoscerne di nuovi. Ma anche chi lo usa già da tempo, potrebbe riscoprire il piacere di una partitina <img src='http://www.openews.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
<span id="more-167"></span><br />
<b>15.</b> kbounce - E&#8217; parte del metapacchetto KDEGames, ed è uno di quei giochi che crea dipendenza. KBounce è un clone di JazzBall, ne mantiene i concetti principali, ed ha una difficoltà crescente, che richiede ragionamento!<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/kbounce.jpg" /></center></p>
<p><b>14.</b> <a href="http://www.alienarena.org/" target="_blank">Alien Arena</a> - E&#8217; sicuramente un grande gioco <em>sparatutto</em>, sviluppato sul codice rilasciato da id Software. L&#8217;atmosfera è simile a Quake, Doom, e Unreal Tournament. Alien Arena si concentra maggiormente sulle partite online, ma contiene anche battaglie <em>single-user</em> contro bots.<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/alien-arena.jpg" /></center></p>
<p><b>13.</b> <a href="http://www.parallelrealities.co.uk/blobWars.php" target="_blank">Blob Wars</a> - E&#8217; un gioco OpenSource sviluppato da Parallel Realities, simile a New Zealand Story e con alcuni elementi presi da Ape Escape. Il protagonista si chiama Bob. Bisogna combattere dure battaglie conto l&#8217;invasione degli alieni guidati da Galdov<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/blob-wars.png"/></center></p>
<p><b>12.</b> <a href="http://developer.berlios.de/projects/ppracer/" target="_blank">Tux Racer</a> -  Nel gioco, il giocatore controlla Tux (oppure uno degli altri tre personaggi) mentre scivola giù lungo una distesa di neve e ghiaccio, catturando aringhe. Scivolare sul ghiaccio aumenta la velocità di Tux, mentre la neve consente una maggiore manovrabilità; la roccia, invece, rallenta la corsa del pinguino. Ci sono inoltre degli alberi per bloccare la corsa di Tux e delle bandierine per marcare i limiti del tracciato. Un gioco semplice ma che ti appassiona!<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/tux-racer.png"/></center></p>
<p><b>11.</b> <a href="http://www.frozen-bubble.org/" target="_blank">Frozen Bubble</a> - Ispirato al classico Puzzle Bubble, è un gioco open e multipiattaforma (Linux, Windows e Mac) che permette anche di fare sfide online<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/frozen-bubble.png"/></center></p>
<p><b>10.</b> <a href="http://www.cubeengine.com/cube.php4" target="_blank">Cube</a> - E&#8217; un gioco sparatutto, ma a differenza dei soliti Doom and Quake, è ambientato all&#8217;esterno<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/cube.jpg"/></center></p>
<p><b>9.</b> <a href="http://tremulous.net/" target="_blank">Tremulous</a> - Un videogioco libero ed open source basato sul codice di Quake III che miscela elementi di un FPS a squadre con un RTS. Il gioco è simile al mod di Quake II Gloom, la fonte di ispirazione per Tremulous, e al mod di Half-Life Natural Selection. Il gioco è caratterizzato da due Team, Humans e Aliens, ognuno con proprie strategie ed armi. E&#8217; stato definito “Player’s Choice Standalone Game of the Year”   nella competizione “Mod of the Year” nel 2006<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/tremulous.jpg"/></center></p>
<p><b>8.</b> <a href="http://xmoto.tuxfamily.org/" target="_blank">XMoto</a> - Il concetto del gioco è semplice. Bisogna raccogliere tutte le fragole del livello, per poi passare al successivo. Sono presenti però anche ostacoli ed oggetti che non possono essere toccati. Gioco da provare!<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/xmoto.jpg"/></center></p>
<p><b>7.</b> <a href="http://assault.cubers.net/" target="_blank">Assault Cube</a> - E&#8217; basato sull&#8217;originale Cube, ma a differenza di quest&#8217;ultimo è cerca di rendere il gioco più realistico e basato su Team. I Team presenti sono Cubers Liberations Army (CLA) e Rabid Viper Special Forces (RVSF)<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/assaultcube.png"/></center></p>
<p><b>6.</b> <a href="http://www.nexuiz.com/" target="_blank">Nexuiz</a> - un videogioco free e open source (motore grafico, codice sorgenti e dati) del tipo sparatutto 3D in prima persona per computer sviluppato dalla Alientrap Software.<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/nexuiz.jpg"/></center></p>
<p><b>5.</b> <a href="http://www.sauerbraten.org/" target="_blank">Sauerbraten</a> - Clone di Cube2, con effetti grafici aggiuntivi e mappe migliori rispetto a Cube1. Sono state aggiunte due nuove armi, la pistola e il lancia granate, e introdotta una nuova modalità di gioco, simile a quella <em>Domination</em> di Unreal Tournament. Sono stati introdotti annunci vocali per il giocatore<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/sauerbraten.jpg"/></center></p>
<p><b>4.</b> <a href="http://www.urbanterror.net/" target="_blank">Urban Terror</a> - è una total conversion sviluppata dalla Frozen Sand LLC sul motore grafico di Quake III Arena, sviluppato dalla id Software. Esso introduce molti elementi da sparatutto in prima persona tattico e del gioco di squadra. In questa mod il realismo è stato introdotto mediante un gran numero di cambiamenti. Le armi sono tratte dalla realtà, hanno il rinculo, sono meno precise nello sparo in movimento e richiedono un lungo tempo di ricarica quando le munizioni sono esaurite. Il numero delle armi e oggetti che ogni giocatore può equipaggiare è limitato.<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/urban-terror.jpg"/></center></p>
<p><b>3.</b> <a href="http://www.wesnoth.org/" target="_blank">Battle for Wesnoth</a> - Un videogioco strategico a turni multipiattaforma, programmato in C++. Il gioco è un software libero con licenza GNU GPL. Funziona in ambiente AmigaOS 4, BeOS, FreeBSD, Linux, Mac OS X, NetBSD, OpenBSD, Solaris e Windows. ambientato in uno scenario fantasy, in cui i giocatori possono preparare le proprie armate scegliendo vari tipi di combattenti fra varie razze come elfi, nani o troll. È un gioco strategico a turni che usa campo di gioco formato da una griglia esagonale in cui si possono combattere campagne per i giocatori singoli e sfide multigiocatore.<br />
Ogni unità ha punti di forza e debolezze caratteristiche. La difesa di un&#8217;unità è basata unicamente sul tipo di terreno su cui si trova, quindi il posizionamento delle unità sul territorio è particolarmente importante. I diversi tipi di attacco (come corpo a corpo o a distanza), i tipi di arma (come fuoco o arma perforante), ed il ciclo notte-giorno che favorisce alternativamente le unità legali o caotiche aggiungono profondità alla strategia. Durante la campagna le unità possono essere promosse a versioni di più alto livello e diventare più potenti. Parte del divertimento del gioco è lo sviluppo di un esercito di unità avanzate da effettuare durante le campagne.<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/wesnoth.png"/></center></p>
<p><b>2.</b> <a href="http://www.splashdamage.com/?page_id=14" target="_blank">Wolfenstein: Enemy Territory</a> - E&#8217; uno sparatutto in prima persona (FPS), fortemente tattico e cooperativo, nato come espansione del gioco Return to Castle Wolfenstein. Il gioco avviene esclusivamente in modalità multiplayer online. Per questo sono disponibili su internet numerosi server, di cui un gran numero sono pubblici e quindi accessibili in modo gratuito, mentre altri sono privati e richiedono l&#8217;accreditamento di username-password per l&#8217;accesso. Attraverso l&#8217;interfaccia del client del gioco si accede ai menu necessari a definire un &#8220;nome&#8221; con cui il giocatore verrà identificato e diverse opzioni di gioco.<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/enemy-territory.jpg"/></center></p>
<p><b>1.</b> <a href="http://supertux.lethargik.org/" target="_blank">Super Tux</a> - E&#8217; un gioco a piattaforme non multiplayer in cui un pinguino, guidato dall&#8217;utente, deve affrontare molteplici avventure in 26 differenti livelli, superando ostacoli mobili e combattendo contro 9 diversi nemici.<br />
SuperTux ricorda, per grafica e modalità di gioco, il ben noto Super Mario Bros, con la sostanziale differenza che il protagonista non è un idraulico bensì un simpatico pinguino.<br />
Il gioco, distribuito con licenza GNU GPL, è disponibile per piattaforme Linux, Mac OS X e Microsoft Windows e prevede la possibilità di creare nuovi livelli attraverso un potente ed intuitivo editor.<br />
<center><img src="http://www.granularlinux.com/gamethumbs/supertux.png"/></center></p>
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		<title>Un clone a basso prezzo dell&#8217;iPhone</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=165</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=165#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 08:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Hardware]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sa, i cinesi copiano proprio tutto. E non poteva certo mancare, in questi tempi, un clone del noto smartphone marchiato Apple.

Il cellulare cinese Meizu MiniOne M8 sarà basato su WinCE 6.0, con uno spessore di pochi millimetri, avrà una fotocamera integrata da 3 mega pixel e uno schermo sensibile al tocco, proprio come l&#8217;originale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si sa, i cinesi copiano proprio tutto. E non poteva certo mancare, in questi tempi, un clone del noto smartphone marchiato Apple.<br />
<span id="more-165"></span><br />
Il cellulare cinese Meizu MiniOne M8 sarà basato su WinCE 6.0, con uno spessore di pochi millimetri, avrà una fotocamera integrata da 3 mega pixel e uno schermo sensibile al tocco, proprio come l&#8217;originale iPhone. Come si vede sotto, anche il design richiama molto il gioiello di Cupertino. Per questo motivo sono previste dure battaglie legali.</p>
<p><center><img src="http://regmedia.co.uk/2007/03/06/meizu_minione_1.jpg"/></center></p>
<p>Se riuscirà ad arrivare in occidente, potrebbe avere successo, abbattendo le limitazioni imposte dall&#8217;iPhone, come il contratto telefonico con qualche gestore telefonico.</p>
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		<title>Aleutia E1, minipc rivoluzionario</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=166</link>
		<comments>http://www.openews.it/?p=166#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 08:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Hardware]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2007/12/05/aleutia/</guid>
		<description><![CDATA[In questo periodo si stanno diffodendo molto i portatili a basso costo, pensati per diffondere l&#8217;informatica nei paesi ancora in via di sviluppo. Sono stati presentati OLPC, EEEPC, Medison Celebrity, ora fa la sua comparsa un altro computer, Autelia E1.

Più che un portatile, è un minipc, simile al minimac. Quello che lo differenzia dagli altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo periodo si stanno diffodendo molto i portatili a basso costo, pensati per diffondere l&#8217;informatica nei paesi ancora in via di sviluppo. Sono stati presentati OLPC, EEEPC, <a href="http://www.medisoncelebrity.com/" target="_blank">Medison Celebrity</a>, ora fa la sua comparsa un altro computer, <a href="http://www.aleutia.com/products/" target="_blank">Autelia E1</a>.<br />
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<img src="http://www.openews.it/images/aleutia1.jpg"/>Più che un portatile, è un minipc, simile al minimac. Quello che lo differenzia dagli altri è il fatto di porterlo utilizzare con un pannello solare, dotato se si compre l&#8217;intero <em>pack</em>. Aleutia è estremamente parsimonioso in quanto a consumi, arrivando al massimo a 8W.</p>
<p>E&#8217; equipaggiato con un processore x86 a 200MHZ, 128MB SDRAM, 2GB Compact Flash card, Power Supply, 3 porte USB 2.0, 1 porta Ethernet, una porta VGA, mouse USB e tastiera impermeabile/ripiegabile.<br />
Per poter sfruttare appieno queste specifiche, ed evitare sprechi, si è deciso di equipaggiarlo con Puppy Linux, una distribuzione leggera e minimale, pensata per i vecchi computer.</p>
<p>Il suo punto debole è il prezzo, secondo noi troppo elevato: 199£ per la versione singola, 499£ per l&#8217;intero <em>pack</em> che include anche un pannello solare, monitor LCD da 8&#8243; e il battery pack.</p>
<p>Un altro aspetto che potrebbe non piacere è il look troppo spartano, ma con una grata che serve per renderlo resistente anche a temperature estreme</p>
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		</item>
		<item>
		<title>XP sp3 è più veloce di Vista sp1</title>
		<link>http://www.openews.it/?p=163</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 23:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.openews.it/2007/11/30/xp-sp3/</guid>
		<description><![CDATA[Il nuovo sistema della Microsoft non ha avuto il successo sperato, e probabilmente ci vorrà altro tempo prima che gli utenti e le aziende decidano di passare a Vista. Un nuovo Service Pack rende infatti l&#8217;XP più veloce e prestante del suo successore.

La comparazione è stata fatta dalla Devil Mountain Software, una società di sviluppatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo sistema della Microsoft non ha avuto il successo sperato, e probabilmente ci vorrà altro tempo prima che gli utenti e le aziende decidano di passare a Vista. Un nuovo Service Pack rende infatti l&#8217;XP più veloce e prestante del suo successore.<br />
<span id="more-163"></span><br />
<img src="http://img2.zol.com.cn/product/10/616/ce3hwlGfLnTw.jpg"/><a href="http://www.cio-today.com/story.xhtml?story_id=12200EQRB1QO" target="_blank">La comparazione</a> è stata fatta dalla Devil Mountain Software, una società di sviluppatori con sede in Florida, tenendo conto degli aggiornamenti rilasciati da Microsoft previsti per il primo trimestre del 2008.</p>
<p>Secondo i benchmark usati, Vista Sp1 viene surclassato da Xp Sp3, la cui efficienza risulta in ogni caso molto superiore.</p>
<p>La differenza è notevole: il nuovo sistema operativo, con o senza Sp1, completa il test in 80 secondi, mentre XP, con il nuovo service pack, ce ne mette appena 35.</p>
<p>E&#8217; una buona notizia visto che solitamente i Service Pack appesantivano di molto il sistema, come è avvenuto ormai 3 anni fa con il SP2. L&#8217;aggiornamento di Vista, invece, serve soltanto a correggere falle, e non a migliorare le prestazioni del sistema.</p>
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