Attacco di spionaggio dalla Cina

novembre 13, 2007

La compagnia statunitense Seagate ha pubblicamente ammesso di aver venduto centinaia di driver con un trojan preinstallato sul disco, che, ovviamente, al momento dell’installazione, ha infettato l’intero pc dei clienti. Sarebbero 1.800 gli hard disk infetti, marchiati Maxtor.

La notizia viene riportata dal giornale Taipei Times, che accusa il governo cinese dell’accaduto. La polizia di Taipei sta conducendo un’inchiesta volta proprio a chiarire eventuali legami tra il codicillo e le autorità di Pechino.

Non si tratta tuttavia di un semplice errore. Gli hard disk della Seagate sarebbero stati preassemblati da aziende cinesi, e il fatto che il trojan, in particolare, è specializzato nel furto di dati del computer per un invio immediato proprio a dei server cinesi ci fa capire come la tendenza alla diffusione di spyware da parte di writer cinesi sia sempre meno un caso e sempre più un vero e proprio attacco di spionaggio industriale all’occidente.

Fortunatamente la Seagate ha già spiegato che tutti i prodotti venduti da oggi in poi sono assolutamente puliti, senza nessun virus, ma l’allarme è ormai sentito: già lo scorso mese la Germania aveva accusato la Cina e Taiwan di spionaggio industriale, e l’”incidente” della Seagate è un’altro indizio che assume, con il ripetersi degli eventi, il valore di prova.

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